In breve
L'area in esame comprende i Paesi europei propriamente detti, assieme a quelli appartenenti alla ex Unione Sovietica.
Si tratta di una regione geografica che ha alle proprie spalle una antica storia di sfruttamento dei combustibili fossili: i carboni europei sono stati il motore del colonialismo, ed il loro declino rappresenta la radice dei due conflitti mondiali che hanno ridisegnato tanto profondamente i rapporti tra le nazioni d'Europa. E' quindi inevitabile rammentare il picco ed il declino delle produzioni di carbone inglesi, tedesche e francesi, valido esempio degli effetti dell'impiego di risorse esauribili in senso lato.
Al deteriorarsi delle disponibilita' di carbone, molte nazioni hanno sviluppato le attivita' di estrazione di petrolio e gas: emblematico e' il caso dei petroli inglesi, la cui parabola sembra volgere al termine dopo appena quattro decenni di sfruttamento affrettato. In generale, il declino della regione estrattiva del Mare del Nord condiziona gia' pesantemente le prospettive degli europei.
Particolare e' la situazione dell'area ex sovietica: l'apice della produzione e' stato raggiunto alla fine degli anni '80, causando la crisi economica che portera' alla dissoluzione dell'Unione Sovietica; a partire dalla fine degli anni '90 le produzioni si sono riprese, raggiungendo quello che al momento sembra un nuovo picco di produzione.
Ad ogni modo, l'area europea necessita di importazioni consistenti di combustibili fossili; dopo le crisi degli anni '70 molte nazioni hanno drasticamente ridimensionato, o perlomeno contenuto, i propri consumi di combustibili liquidi espandendo rapidamente l'impiego del gas naturale. Anch'esso destinato a declinare in un futuro non lontano.
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